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CHI SIAMO - ISST gestisce immobili ad uso turistico, commerciale e industriale nella Sardegna Meridionale. EDIFICIO POLIFUNZIONALE Dispone di un edificio polifunzionale situato nella zona industriale e commerciale vicina dell’aeroporto internazionale di Cagliari Elmas a alle S.S. 130 e 131, i più importanti assi viari della Sardegna. La struttura è raggiungibile in pochi minuti dal centro di Cagliari, dal quale dista 4 km, è situata all’interno di un’ ampia zona verde ed è dotata di una vasta area di manovra di oltre 120 parcheggi privati. L'edificio si sviluppa su due piani, è strutturato in 3 zone distinte e comprende uffici direzionali e operativi, 4 ingressi, 4 scale, 8 bagni compresi quelli per disabili, sale riunioni con capienza da 15 a 100 persone, sale multimediali, recption, segreteria, interpretariato, sale conferenze complete di impianti audio e videoproiezione, archivi, biblioteca, locali custode, foresteria, archivi e magazzino. La ZONA SUD è costituita di 200 mq di uffici e una sala esposizioni di 110 mq, alta 7 metri con una passerella sospesa ideata per le esposizioni. La sala può essere utilizzata per convegni con capienza fino a 100 persone, dispone di 500 mq di area verde e 50 parcheggi interni. La ZONA NORD è costituita di 230 mq di uffici prestigiosi, con rifiniture di lusso, piscina, area verde di 800 mq e 30 parcheggi interni. La ZONA OVEST è costituita da un magazzino di 450 mq altro 7 metri, con tutte le dotazioni di sicurezza, 250 mq di uffici open space, atrio d'ingresso, area movimentazione merci di 1000 ma oltre a 40 parcheggi interni. Il centro polifunzionale è utilizzabile come unico complesso ma è strutturato in modo da ospitare fino a 3 attività differenti e tutte indipendenti e ciascuna con la propria zona parcheggi e area verde.

CASA VACANZA CASA VACANZE ISST gestisce una Casa vacanze con autorizzazione governativa IUN:GOV:IT/2018. Essendo una STRUTTURA RICETTIVA AUTORIZZATA garantisce ai clienti uno standard di qualità che viene controllato dalle autorità competenti.

TARIFFE - La Legge 25 agosto 1991, n. 284, e il successivo Decreto del Ministero del Turismo del 16 ottobre 1991, dispongono che i titolari di esercizi ricettivi debbano obbligatoriamente comunicare le tariffe che intendono praticare entro il 1° marzo e il 1° ottobre di ogni anno con validità a partire rispettivamente dal 1° giugno dello stesso anno e dal 1° gennaio di quello successivo

DOVE SI TROVA – Centro Residenziale Frutti D’Oro I – distanza da Cagliari 17 km., si trova sul mare di Capoterra, in una posizione strategica tra Cagliari e le lunghe spiagge di finissima sabbia della costa meridionale della Sardegna che si affacciano su un mare cristallino e splendide calette incassate tra selvaggi promontori rocciosi. A breve distanza,inoltre, si estende l’Oasi naturalistica di Monte Arcosu,l'area montana del Sulcis ricchissima di foreste, corsi d'acqua, cascate, antiche miniere visitabile anche attraverso suggestivi itinerari.

SERVIZI:
Supermercato 400 metri
Edicola per Giornali 400 metri
Farmacia 500 metri
Bar e Pizzerie 450 metri
Spiaggia attrezzata a 400 metri
DISTANZA DAL MARE: 250 METRI
COLLEGAMENTI:la zona e collegata con Cagliari, Capoterra, Pula, e le spiagge di Chia
ORARI: consultare il sito www.arst.sardegna.it
AEROPORTO DI CAGLIARI: – dista 20 chilometri e può essere raggiunto in taxi o con i mezzi pubblici. Dall’aeroporto si prende la metropolitana per Cagliari –Piazza Matteotti. Nella Stessa Piazza si trova la stazione dei Bus Prendere il Bus per Pula e scendere alla seconda fermata (Frutti d’Oro Su Loi). La fermata del bus è a 400 metri dall’appartamento
PORTO DI CAGLIARI:- dista a 17 chilometri e può essere raggiunto con i mezzi pubbici. La stazione dei BUS (ARST) si trova nella vicina piazza Matteotti.

CONVENZIONI: BIBLIOTECA ACCIMO – Ricchissima collezione di mappe Antiche –I clienti della casa vacanze possono visitarla chiedendo un appuntamento

LIBRI E GUIDE:Gli ospiti della casa vacanze possono acquistare libri, guide e mappe della Sardegna in italiano e inglese usufruendo dello sconto del 50%

I MINERALI, DOVE TROVARLI

LE NOSTRE PROPOSTE DI ITINERARI PER TREKKING IN SARDEGNA

LE SPIAGGE DELLA SARDEGNA


I PUNTI D'INTERESSE PIU' VICINI:

LA CASA VACANZE, si trova al mare ma vicinissima alle montagne e alle foreste del Sulcis che rappresentano una regione ideale per gli escursionisti in tutti i periodi dell’anno ma specialmente in inverno, primavera e autunno.
Ogni appartamento è fornito di una ricca collezione di mappe e guide della Sardegna in italiano, inglese, francese e tedesco.
I proprietari possono fornire indicazioni per i percorsi di trekking, mountan bike, per le pareti adatte al free climbing, per gli itinerari adatti agli appassionati di minerali, fossili o per i siti di interesse storico e archeologico.
I percorsi proposti si snodano nella Sardegna meridionale, centrale e centro-orientale alla scoperta di una terra inconsueta e lontana dagli stereotipi dei depliants turistici. Essi sono stati scelti, invece, soprattutto in base alla possibilità di immergersi in quanto di più naturale e di vero è ancora oggi possibile ritrovare percorrendo le tracce di quelle che un tempo erano le vie di comunicazione ordinarie comunemente usate dagli uomini avvezzi a percorrere la campagna per le loro antiche attività come la caccia, l'allevamento, il taglio della legna, il trasporto del carbone e il lavoro in miniera.
Nelle mappe e nelle guide è presente una proposta di 200 itinerari itinerari che si snodano attraverso le regioni dell'isola più interessanti dal punto di vista del paesaggio e della natura e che sono adatti per chi ama il camminare in campagna.
I percorsi sono stati studiati per consentire al visitatore di immergersi nelle aree in cui si estendono fitti boschi, o foreste, e dove sono presenti particolarità geologiche di rilevante interesse, monumenti naturali o elementi di valore paesaggistico, come emergenze rocciose, cascate, orridi e gole. Si incontrano siti molto importanti dal punto di vista scientifico, o suggestive strutture realizzate dall'uomo nei tempi passati, come miniere e villaggi minerari oggi in gran parte abbandonati, ma che hanno mantenuto intatto il loro fascino.
Gli itinerari iniziano tutti da siti raggiungibili in auto e conducono a precisi obiettivi, che vanno dalle aree altimetricamente dominanti, da cui è possibile godere ampie vedute d'insieme di intere regioni geografiche, a località caratteristiche per la presenza di monumenti naturali, particolarità geologiche, rocciai, guglie, pinnacoli, rocce zoomorfe, o antropomorfe, o fitomorfe, canion, zone di rilevante interesse e bellezza naturalistica o paesaggistica, senza trascurare l'eventuale presenza di insediamenti archeologici, di minerali e di fossili.
Le aree proposte sono certamente le più difficili e selvagge dell'Isola e riguardano, in particolare, le immense foreste del Sulcis e del Marganai-Linas-Arquentu, il Sarrabus, il massiccio del Gennargentu, il Monte Albo e i Supramonte.
Gran parte degli itinerari si sviluppano tra fitti boschi o lungo selvagge valli percorse da suggestivi corsi d'acqua, altri, invece, interessano aree oggi non più ricoperte dal manto vegetale, ma che sono attraversate, sino agli angoli più nascosti, da un intenso reticolo di sentieri e vecchie carrarecce da sempre utilizzate dall'uomo, sia per gli spostamenti legati al lavoro (allevamento, produzione di carbone vegetale, miniere), sia per quelli connessi all'attività venatoria, che per molti, un tempo, rappresentava l'unica fonte di reddito.
I percorsi proposti, che sono stati scelti dopo attenti sopralluoghi, presentano gradi di difficoltà differenti, ma quasi tutti consentono un facile orientamento e possono essere affrontati da chiunque.
Gli itinerari scelti e descritti in questa opera debbono essere interpretati come una utile traccia per la scoperta di aree ancora poco conosciute ai più e ricche di angoli naturalisticamente importanti per la presenza di peculiarità geologiche e geomorfologiche e contenenti al loro interno anche vasti patrimoni culturali da riscoprire e valorizzare. Per questo motivo sono state volutamente tralasciate le aree maggiormente conosciute della Sardegna per concentrare l'attenzione sulle zone interne e montagnose dove l'isola conserva, per lo più intatte, le radici profonde della sua antica civiltà.
Si attraversano estese foreste ultrasecolari (alcune di esse mai soggette a taglio) con splendidi esemplari di leccio, tassi, agrifogli, filliree, ginepri, residui della immensa copertura boschiva che fino alla prima metà del secolo ricopriva vasta parte dell'isola.
Nelle montagne sarde sono rappresentate tutte le ere geologiche sin qui susseguitesi nonchè di una storia geologica originale e tormentata. Questi fenomeni hanno fatto sì che in essa si ritrovino giacimenti minerari unici nel loro genere, località fossilifere del tutto peculiari, forme originali e bizzarre del paesaggio, zone in cui, per le particolari caratteristiche naturali, gli appassionati di vari sport legati alla natura all'aria libera possono cimentarsi nel modo a loro più congeniale. Spesso chi esercita il treking, l'alpinismo, il parapendio, il free-crimbling, la canoa ed il torrentismo, l'escursionismo a cavallo o la montain-bike attraversa zone di grande interesse paesaggistico, ambienti dal fascino del tutto insolito e piene di forti suggestioni. Tuttavia di frequente non riesce ad apprezzare appieno il reale valore dei luoghi in quanto non sempre sono disponibili notizie sulle caratteristiche del sito. Si ritiene pertanto utile soffermarsi sulle specificità morfologiche dell'isola di Sardegna.
Nel Sulcis gli itinerari si sviluppano tra aspri rilievi attraverso aree ricche di rocce finemente sagomate che spesso si elevano su spaventose forre, inghiottitoi, grotte, archi naturali, doline e campi carreggiati, caverne; altre volte percorrono vasti altopiani in successione continua tra pietraie o ampie distese spettrali di roccia nuda e bianca e sterminate foreste.
La zona costiera sud-occidentale interessata dagli itinerari, quella sottostante la fascia Montevecchio-Ingurtosu, al pari di un'area all'interno del golfo di Marsiglia in Provenza, oltre che per la ricchezza di siti minerari dismessi, si caratterizza invece per uno dei fenomeni morfologici più originali e spettacolari, se si esclude l'Africa, della intera area mediterranea: la formazione dunare di Piscinas e Pistis. L'entroterra del settore costiero compreso tra il promontorio di Capo Pecora e quello di Capo Frasca, anche se non in modo continuo, per diversi chilometri è ricoperto da formazioni sabbiose la cui altezza può raggiungere il centinaio di metri.
La grande varietà delle formazioni geologiche sarde ha fatto si che siano presenti anche un gran numero di siti di interesse mineralogico, di miniere e di cave. L'attività estrattiva protrattasi per millenni ha lasciato nel paesaggio (e nella cultura più profonda dei sardi) segni indelebili ed importanti infrastrutture, come strade, bacini artificiali, edifici industriali, villaggi minerari, gallerie, grandi discariche di materiale di risulta.
Molte di queste aree per il loro eccezionale e riconosciuto valore meriterebbero di essere classificate come geotopi; spesso infatti presentano caratteristiche estremamente rare e interessanti anche sotto l'aspetto scientifico oltre che paesaggistico e in più sono facilmente fruibili ai fini didattici.

FORESTA SULCIS:
Si estende a pochi chilometri dalla Casa Vacanze 43 in territori montuosi che culminano nelle vette del Monte Arcosu-Monte Lattias, Punta Sebera, Punta Maxia, Punta Sa Cresia e Punta Spinoso; rappresenta uno dei residui della foresta a macchia e lecceta evoluta che un tempo ricopriva buona parte dell'isola e costituisce, nel suo genere, il complesso forestale più esteso dell'area mediterranea.
Il manto arboreo è uniforme ed è distribuito su di una superficie pressoché circolare intorno alla zona di Is Antiogus, sulla strada provinciale Capoterra-Santadi, con un raggio di circa 15 chilometri.
Al suo interno, se si eccettuano le opere di forestazione e gli edifici annessi, l'unica opera antropica di un certo rilievo e visibile ad una certa distanza è costituita proprio dalla strada provinciale Capoterra-Santadi che raccorda la piana del Campidano, dall'area industriale Macchiareddu-Grogastu, alla piana di Giba seguendo, all'inizio, il fondo valle del Gutturu Mannu e successivamente quella del Rio Mannu di Santadi.
La foresta, che è ricca di diversi endemismi floro-faunistici, per buona parte della sua superficie ricade sotto il controllo della Regione, attraverso l'Azienda Foreste Demaniali, che esercita la sua attività di controllo, tutela, valorizzazione ed incremento delle risorse disponibili nelle seguenti aree:
Complessi forestali di Monti Nieddu, Pixinamanna e Cannoneris- si estendono complessivamente per circa 10.000 ettari costituiti in parte da giovani rimboschimenti e pinete di tipo mediterraneo alle basse quote e cedui di leccio, macchia foresta a leccio e foreste di leccio alle quote più alte.
Complesso forestale di Pantaleo - circa 4.000 ettari di lussureggiante lecceta e di sughera. Alle quote più alte, inoltre, fanno la loro apparizione belli esemplari di agrifoglio e viburno. Complesso di Is Canargius-Monti Nieddu, la cui estensione complessiva è di circa 2500 ettari di leccete pure miste a sughera e macchia fitta di corbezzolo, fillirea e lentischio.
Nel settore settentrionale del complesso montuoso si trova l'area mineraria di San Leone nella quale è stata realizzata una magnifica opera di riforestazione. A Ovest di questo sito minerario dismesso si estende l'oasi naturalistica del WWF, che esercita la propria opera di tutela e valorizzazione all'interno della foresta di Monte Arcosu; quest'ultima si estende nel settore nord-orientale della foresta del Sulcis e ricade nei territori comunali di Assemini e Uta, dove occupa circa 4000 ettari di bosco di leccio e sughera con sottobosco fitto di corbezzolo, mirto, fillirea e ginepro. All'interno di questa grande oasi naturalistica in particolare, ma in tutto il complesso in generale, vive una delle più numerose colonie residue di cervo sardo, specie protetta, autoctona e unica che, a causa dell'intenso bracconaggio, negli anni '70 ha rischiato l'estinzione. Oggi fortunatamente il fenomeno è sotto controllo e il numero di capi presenti sta aumentando.
La struttura geologica del complesso del Sulcis, che è da far risalire all'era paleozoica, è sostanzialmente granitica ma sono diffusi anche gli scisti e le espansioni eruttive metamorfosate.
Gli alvei dei corsi d'acqua, che per la maggior parte dell'anno sono asciutti e sassosi, appaiono spesso ricoperti di fitti macchioni di oleandri, che con i loro colori vivacizzano i fondovalle. A questi ultimi talvoltasi uniscono ontani e pioppi, anche con magnifici esemplari, che rendono freschi ed ombrosi i corsi dei torrenti, danno un tocco di suggestione e spettacolarità e contribuiscono ad accrescere il fascino dei siti.
Nella foresta di leccio e sughera, che si trova in diverse fasi di sviluppo, si trovano zone di macchia con cespugli di erica, anche di altezza considerevole, insieme belli esemplari di lentischio, lillatro e mirto. E', inoltre, diffuso il corbezzolo, il quale, durante la stagione autunnale con la maturazione delle sue bacche colora di giallo, rosso ed arancio il bosco. Seguendo gli itinerari proposti l'escursionista potrà godere a fondo di tutta la bellezza della foresta, in alcuni punti impenetrabile, inoltrandosi a piedi lungo il dedalo di ombrosi sentieri tracciati al suo interno dal passaggio degli animali al pascolo, o dai carbonai, che dalla metà del secolo scorso fino ad alcuni decenni or sono hanno svolto una attiva opera di taglio. Attraverso queste vie è possibile raggiungere le vette più alte, dalle quali la vista può spaziare sulla costa meridionale dell'isola e sulle montagne ricoperte dall'immensa distesa di verde, dalla quale emergono cime e aspri picchi rocciosi. Questi ultimi, che spesso assumono le forme più strane e fantastiche, spiccano soprattutto nelle aree di Monti Nieddu, di Monte Lattias e di Punta Sebera-Monte Maxia.
Nella fitta boscaglia talvolta si incontra il cervo sardo, considerato il re di questo lembo di terra, mentre è meno facile imbattersi in cinghiali, volpi, martore, donnole e gatti selvatici. Nel cielo, inoltre, non è raro vedere volteggiare l'aquila reale ed il falco Pellegrino, la poiana, l'astore e la rarissima Aquila del Bonelli.

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